SPAZIO LIBRO DI Monica Vanni


Monica Vanni nasce a Roma, il 10 ottobre del 1960, frequenta il liceo artistico, si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma,ma la sua grande passione è il teatro e la filosofia.  Frequenta l'Accademia di Teatro Alessandro Fersen  e partecipa a numerose attività teatrali. E’ insegnante di Filosofia, Psicologia e Storia e nel contempo scrive testi di saggistica, poesia e narrativa.

 ”La Penna di Dumbo” Piccolo saggio che invita a riflettere sulle scelte e i desideri che, nella maturità, spesso allontanano dai reali obiettivi.

"Discorso intorno la noetica" Saggio sull'identità di pensiero e materia: quando la verità si rivela nella sua immediatezza.

"I racconti di compare Sbrigoli" Scritto a due mani di Stefano e Monica Vanni, il libro potrebbe essere definito come una rappresentazione naif, con tonalità di colori essenziali e soggetti presi da una quotidianità a volte inquietante.

"Il labirinto di Chiara" Raccolta di poesie. La strada della vita di Chiara appare confusa ma la poesia la condurrà fuori dal labirinto.


Monica Vanni

 

 

 

 

 

 

 

Pergamena 1: La notte in città
A te che sei eterna, notte nostalgica, giorno troppo luminoso, nel tuo grembo ripongo tutti i miei sogni.
Stefano Vanni 
 

Roma Ponte Sant'Angelo

MATERNITA’

Senza il respiro leggero del tuo corpo
lo sguardo lieve del tuo incanto,
anima, morirei.
Affranta nella solitudine dei tuoi odori,
vinta dal palpito della tua vita.
Salvami! Mi hai già salvata.
Prendimi! Mi hai catturata allora.
Non lasciare, piccolo alito,
che la burrasca distrugga là,
 dove l’anima trovò il suo approdo,
Il tuo volo sereno, non farà ombra
a quel sole che ha luce solo per te.
Per questo,
scaldami ora e per sempre,
mio dolce amore.

Monica Vanni


MIA FIGLIA


Sembra un fremito d’ali la tua corsa,

certo presto riuscirai a toccare il cielo.

Senza timore i tuoi pensieri,

lontani dai miei, incontreranno

verità disperse.

Il coraggio e la lealtà saranno tuoi amici,

il pianto e il dolore consoleranno

le tue sconfitte.

E tu cardo di montagna, rosso

come il sangue di una madre,

continuerai a correre

convinta di poter volare.

E ci riuscirai, un giorno.

Domani, chissà…

Spiegherai le tue candide ali, e

Angelo d’autunno volerai

sopra le nubi e abbraccerai

quell’universo che tanto ami,

al quale vorresti appartenere.

Ci riuscirai.

 

Monica Vanni


 

MAMMA GIOVANNA

Disperdo quei suoni nei vaghi sentieri.

Lontani, come lontana è la gioia,
compagna di quei canti nelle ore notturne dei caldi abbracci sereni.
Bambina,

ritrovo il cammino con te nella mano, il candore nel cuore,
il mondo come un gioco, danza nei sogni della sera.
Vecchia,

mi lascerò andare, senza più ritrovare l’armonia di quei giorni.

Sogni saranno quei canti, nulla più l’abbraccio della sera.

Nebbia i ricordi e dentro solo tanta, tanta solitudine.

Monica Vanni


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