HANNO SCRITTO DI ....Pietro Vanni
di Marcello Maria Marrocco dal “Corriere della Sera”
Rifiuto dell’angoscia
La ricerca pittorica di Pietro Vanni, ha una collocazione che nasce dall’aver compreso come Proust che “l’oeuvre d’art était le seul moyen de retrouver le temps perdu”. Ed è proprio il desiderio continuo e coerente di penetrare nel luminoso caleidoscopio della vita, che rappresenta l’autenticità dell’impegno di questo artista, testo alla ricerca di un tempo perduto e di una realtà che forse non esiste più, ma che non ricorre ad inutili metafore e non tradisce i motivi umani che quel desiderio hanno suggerito.
Abituati oramai da tempo alle proteste, alle grida di rabbia indiscriminata posta al servizio di una contestazione più o meno autentica di artisti impegnati a mostrare troppi inquieti vigori, la pittura di Pietro vanni ci appare finalmente come la vibrante sublimazione di eventi trascorsi e realizzati con rarefatta eleganza.
La semplicità del linguaggio non deve però indurre a ritenere di facile lettura le opere di questo pittore che, pur rifiutando l’angoscia come tema, rimane sospeso fra una visionaria passionalità e la aspirazione ad un difficile dialogo con la realtà quotidiana non affrontata ogni giorno. Nella nostalgia di un paradiso perduto o forse mai esistito. La sua suggestiva pittura è fatta di intarsi, di venature quasi amorose, di plastiche masse, di ombre calde che assumono d’improvviso cristalline trasparenze e da impasti netti che, restii a combinarsi, conservano una indefinita espansiva delicatezza. Motivo di finissima estetica uniti ad una armoniosa espressività di toni, si rilevano dunque nei lavori di questo artista che riesce ad amalgamare i presupposti del figurativo moderno, in soluzioni di concreta intimità contemplativa.
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Vanni Pietro
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domenica 11 ottobre 2009
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