HANNO SCRITTO DI ..Pietro Vanni                                                      

           di  GIUSEPPE BIANCO : dal quotidiano “ Paese Sera” 1977

 

I sogni delle cose

    Qualcuno ha avuto la bizzarra idea di infilare in un cavatappi in una mela appena sbucciata. Alcuni uomini, davanti ai loro bicchieri di vino, guardano con attenzione preoccupata cose che voi non vedete. Due barattoli stanno certamente conversando e sembrano nervosi, perché non sanno bene come andrà a finire. Guardate una casa, e scoprite che l’avete vista molti anni fa (ma quanti?) o forse l’avete sognata ieri notte. E quella fontana, lo potreste giurare, ieri sera era sotto la vostra casa, e oggi non c’è più. Ci sono bambini che giocano a pallacanestro, o guardano volare un aquilone, o chiamano la mamma, o pregano. Loro sanno quello che fanno, voi no! Entrate in una cantina e ci trovate coppie che ballano un tango; possibile che non ricordate quando avete ballato anche voi allo stesso modo, nello stesso posto, con quegli stessi vestiti?

Siete entrati nel paese di Pietro vanni e ve ne state lì, un po’ assorti, un po’ preoccupati, un po’ sconcertati,. Il pittore vi ha fatto capire ancora una volta perché non tutti possono essere artisti, benché molti sappiano disegnare.

Vanni è uno strano borghese; dipinge in veste da camera, ma sotto, nasconde le ali che noi non abbiamo e che gli permettono di vedere le stesse cose che vediamo noi da un’angolatura diversa. Non da molto più alto, perché ce lo sentiamo vicino; solamente quel tanto che basta per farci stupire di quel che già conosciamo.

Ma cos’è, adesso, quel muro che si anima,quegli archi che si fondono in un’astrazione, quel colore che diventa racconto? Possibile che a questo mondo non esistono più certezze, che tutto quel che conosciamo, purché guardato con ottica nuova (da bambino pazzo poeta matematico) diventa altra cosa? Che un pittore che qualcuno veda tutti noi e il nostro banalissimo mondo in questo modo?

Case, oggetti, chiese e uomini che dipinge Pietro Vanni li ha visti un giorno. E’ un uomo come noi, ma no ha paura dei suoi sogni e dei sogni delle cose. Non ha paura di muri che giudicano gli uomini che non osano più sperare. Di questi sogni-certezze Vanni si libera con i suoi colori. E, lui non lo sa, aiuta tutti noi a liberarci, per un pò, di quello che vogliamo essere, che siamo costretti ad essere perché non riusciamo a risvegliare il bambino-poeta-visionario-saggio che è in ciascuno di noi.

 

 

                           

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domenica 11 ottobre 2009

 

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