Critica & Stampa

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    HANNO SCRITTO DI ....Pietro Vanni                                                      

     di Franco Marletta  

 SILENZIOSI   PAESAGGI

    C’è come una prudenza, un’attesa infinita, nel rigido quanto voluttuoso effluvio di colori, nei silenziosi paesaggi quanto ardenti paesaggi di Pietro Vanni.

Colori e forme pregnanti, che, amalgama di sensazioni dolorose e di sospiri deliri, vengono automaticamente a ripercuotersi, con terrigna forza e dal fondo dell’angoscioso animo dell’artista, sugli esteriori e scarnificanti schermi d’un pubblico già troppo  sfiduciato, già pauroso fruitore d’ogni oramai terribile e usuale contemplazione effimera.

E se nella fattispecie l’acritico processo di tentate identificazione; o, in questo caso, di riconoscimento semplicistico dei naturali e non ancor più umani luoghi di possibili e perenni appartenenze fisico-spirituali o carnali, “tout court”.

Se quel processo, comunque appare sin troppo facile in superficie, quale segno, cioè, spontaneo d’una provata e asfittica ripetizione del reale.

Gli interiori grovigli, pur nondimeno, dell’estatica religiosità aspirata, l’improrogabile necessità di un recupero sofferente d’una fra tante profondità esemplari o fittizie d’esistenza; e persino il dubbio di corposità materico-materiali variegatamene accostata a sensibile trasognante o tanto evocate immagine di mistica concretezza; tutto questo in altre analisi pur restando requisito dell’intima confessione di Vanni, conferisce all’opera un aspetto denso e prorompente e ne privilegia, nell’ambito d’una stesura dei significati, la probabile rinascenza del sociale e il gusto appassionato d’una volontaria dedizione a verità arcaica e trascendente.

 

 

                      

Vanni   Pietro

                      l'uomo, le opere, la vita, l'artista

 

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domenica 11 ottobre 2009