HANNO SCRITTO DI ....Pietro Vanni
di ELIO FILIPPO ACCROCCA
Luci e approdi
L’interesse più evidente di Pietro Vanni credo sia di partecipare alle emotività del reale (oggetti case interni scorci persone) con una sorta di presenza fisica che si trasforma in testimonianza. Che poi tale testimonianza si rilevi compenetrazione ideale è una qualità che conferma il valore della sua linea, della sua scelta, su cui l’osservazione domina come identità, cioè qualifica quell’ oggetto, quel vicolo, quel volto, e ne coglie gli attributi e il taglio in forme di assoluta autenticità.In Pietro Vanni predominano i segni di una tradizione intesa pero come emotiva partecipazione del soggetto all’evolversi di un’epoca e di stagioni che restano validi nei protagonisti, per quei risultati che non sono soltanto di natura artistica ma di maturazione, crescita e approfondimento di valori essenziali.
Gli stessi valori si ritrovano qui perché la partecipazione/identità si rileva coscienza di una realtà vissuta dall’interno, con adesione più completa e personale da parte dell’artista che crede nel “carattere del tempo”, in quella dimensione che si deposita nei lunghi silenzi, come in una barca in cui attingere quando il frastuono urbano incalza e la misura umana si dilegua.
Vanni ti ripropone, qui e nelle altre opere, quel dialogante incontro con te stesso, quasi a richiamarti alle origini delle cose di cui ci siamo allontanati, disperdendo la moneta preziosa di una “civiltà reale” per quella fittizia di un consumismo senza radici e senza approdi.
Un vicolo così una facciata come questa, ti portano ad una riflessione che non è solitudine o amarezza, ma dignità e ricchezza di spazio, da recuperare in un mondo di cocci.

Vanni Pietro
l'uomo, le opere, la vita, l'artista

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domenica 11 ottobre 2009

◊ Critica & Stampa
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